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AUNS-Mitbegründer Dr. Christoph Blocher, abgewählter Bundesrat

Christoph Blocher

L'ASNI

Storia dell'ASNI

Due parole in merito all'estremismo
Nella nostra organizzazione non vi è posto per gli estremisti, né per quelli di destra né per quelli di sinistra, per i razzisti, per gli antisemiti nonché per i simpatizzanti di idee neonaziste o nazionalsocialiste. Le idee di base dell'ASNI difendono esattamente il contrario di quelle dei nazionalsocialisti. Questi ultimi volevano instaurare un grande impero sotto forma di dittatura, mentre l'ASNI cerca di salvaguardare l'indipendenza, la neutralità e la democrazia diretta della Svizzera.


. Nationalrat Dr. Otto Fischer (FDP, BE) und Nationalrat Christoph Blocher (SVP, ZH)1986: il Comitato d'azione svizzero contro l'adesione all'ONU si è opposto con successo all'adesione della Svizzera all'ONU. Una chiara maggioranza di oltre 75 per cento di votanti si è pronunciata a favore della neutralità e contro un'integrazione nella politica delle grandi potenze.Dopo la votazione sull'ONU, l'ex consigliere nazionale Otto Fischer (PRD, BE) e il consigliere nazionale Christoph Blocher (UDC, ZH) avevano dato a intendere che in futuro sarebbe stata necessaria una sorveglianza costante della politica estera svizzera e che quest'ultima doveva essere influenzata.

Fondazione dell'ASNI
Ecco, dunque, con saggia lungimiranza, che il Comitato d'azione contro un'adesione all'ONU si trasforma in Azione per una Svizzera neutrale e indipendente (ASNI). L'Assemblea generale costitutiva si è tenuta a Berna il 19 giugno 1986. L'ASNI è un'associazione ai sensi dell'art. 60 segg. del CC.

L'ASNI non è un partito politico
Conformemente all'obiettivo definito dai suoi statuti (art. 2), l'ASNI si limita rigorosamente a salvaguardare l'indipendenza e la neutralità della Svizzera.

L'ASNI è un'associazione apartitica

L'ASNI è sostenuta da quei cittadini che desiderano impegnarsi attivamente. Essa conta fra i propri membri persone di tutti i partiti politici. Il fatto di impegnarsi in seno all'ASNI sostiene quei membri dei partiti che si battono all'interno del loro proprio partito per mantenere l'indipendenza, la neutralità, il federalismo e i diritti di libertà dei cittadini. Spesso questo lavoro di base si contrappone alle direzioni dei partiti. A tale fine l'ASNI rappresenta una piattaforma sempre più forte.

I seguenti anni evidenziano quanto sia stato importante fondare l'ASNI:

1989: l'ASNI si oppone all'iniziativa per la soppressione dell'esercito svizzero. Quest'iniziativa viene respinta dal popolo: i cittadini si esprimono chiaramente a favore dell'indipendenza, della sovranità e della neutralità della Confederazione.
 
1992: insieme a numerose associazioni, l'ASNI conduce in prima linea la campagna elettorale contro l'adesione della Svizzera allo Spazio economico europeo (SEE). I cittadini e i Cantoni respingono questa prima tappa verso un'integrazione completa nell'UE: essi esprimono un chiaro voto a favore dell'indipendenza.
 
1993: l'ASNI si pronuncia contro le richieste ostili all'esercito formulate nelle iniziative contro le piazze d'armi e contro gli F/A 18. Sia il popolo sia i Cantoni respingono i due progetti: si tratta di un verdetto chiaro a favore di una difesa militare indipendente del nostro paese.

1994: l'ASNI partecipa attivamente alla raccolta delle firme per lanciare con successo il referendum contro la creazione di caschi blu svizzeri. In occasione della relativa votazione il popolo si esprime chiaramente contro l'invio di truppe svizzere armate nelle regioni di crisi internazionali. Si tratta di un verdetto chiaro a favore della neutralità e dell'impegno umanitario.

 
1996: l'ASNI ha un grande merito nel lancio del referendum contro la creazione di segretari di stato supplementari. Il popolo si oppone al gonfiamento dell'apparato governativo mediante ministri fantasma. Esso pronuncia un verdetto chiaro contro lo sviluppo nocivo dell'attivismo in materia di politica estera.
 
1997: in occasione di una conferenza stampa molto seguita, il 5 dicembre l'ASNI pubblica un punto della situazione che rievoca l'effettiva evoluzione che la Svizzera ha conosciuto nei cinque anni che hanno seguito il rifiuto al SEE. Le previsioni catastrofiche dei fautori del SEE non si sono avverate: esse si basavano su una mancanza di fiducia nel nostro paese e nella nostra forza. Questo punto della situazione viene distribuito a fine anno a tutti i nuclei familiari svizzeri sotto forma di opuscolo intitolato "La Svizzera e l'Europa".
 

2001: l'iniziativa di adesione all'UE "Sì all'Europa" viene respinta con decisione. Partecipazione al voto del 55% circa, maggioranza popolare del 76,7% di No e No di tutti i Cantoni. L'ASNI, che conduce una battaglia tenuta in grande considerazione contro questa iniziativa, si impegna a favore di un massiccio No. Chiaro voto contro l'adesione all'UE.

 

2001: l'ASNI respinge anche la seconda iniziativa per la soppressione dell'esercito svizzero. Il popolo e i Cantoni rifiutano con decisione.

2001: entrambi i progetti militari, la cosiddetta "cooperazione per l'istruzione" con l'estero e "l'impiego di soldati svizzeri armati all'estero" vengono approvati con scarsa maggioranza (51:49%) dopo un'accesa campagna di voto.
L'ASNI, che aveva lanciato il referendum con successo, ha perso una battaglia, ma non la "guerra" imposta dalla Berna federale, per la tutela di una Svizzera libera, indipendente e neutrale. Il risultato poco soddisfacente serve da monito affinché i responsabili attuino con maggiore decisione una politica a favore della neutralità. L'ASNI eserciterà il proprio controllo per garantire il rispetto delle promesse del Consiglio federale: nessuna adesione alla NATO, nessun intervento militare, tutela della neutralità.

2002: la votazione sull'ONU con una maggioranza popolare del 54,6 % di Sì contro il 45,4 % di No e una leggerissima maggioranza dei Cantoni con rapporto 12:11 viene persa. Dopo il danno in politica estera, l'obiettivo deve essere quello di limitarne al massimo le conseguenze. Il misero risultato obbliga la Berna federale a rinunciare a un eccessivo attivismo a New York.

2002: il 22 settembre 2002 l'idea della "Fondazione di solidarietà" viene respinta da popolo e Cantoni, precisamente con una percentuale di No pari al 51,8 % e una maggioranza dei Cantoni di 16 ½ contro 6 ½. Si è così conclusa la battaglia condotta per 5 anni contro la fondazione frutto del ricatto. L'ASNI contribuisce in modo determinante a questo successo. Il voto significativo almeno in quest'ambito tutela la sovranità svizzera.

2002: la votazione sull'iniziativa popolare "contro gli abusi in materia di asilo" viene persa per pochi voti (maggioranza popolare: 50,1 % di No contro il 49,9 % di Sì/maggioranza dei Cantoni: 12 ½ di Sì contro 10 ½ di No), ma alla Berna federale si scatena un terremoto politico: la maggioranza dei Cantoni e la metà dei votanti non seguono più il Consiglio federale e la classe politica nella politica d'asilo. L'ASNI con il suo impegno ha contribuito a fare sì che venissero apportate alcune correzioni.

 

2002: durante una conferenza stampa l'ASNI pubblica il rapporto "10 anni dopo il no al SEE" che fa il punto sull'effettiva situazione dopo dieci anni dal no al SEE. A fine anno la presa di posizione viene distribuita a tutti i nuclei familiari svizzeri sotto forma di opuscolo.

 

2003: il 17 maggio l'Assemblea generale dell'ASNI decide che è necessario opporsi con il referendum all'Accordo di Schengen/Dublino perché esso comporta pesanti svantaggi per il nostro paese.

 

2003: per chiarire i nostri rapporti con l'UE, l'ASNI chiede il ritiro della domanda di adesione all'Unione europea. Il popolo svizzero ha deciso a favore della strada bilaterale perchè non vuole l'adesione all'UE. Si deve porre fine al doppio gioco del Consiglio federale.

 

2003: l'ASNI condanna le dichiarazioni contrarie alla neutralità e anticostituzionali del capo dell'esercito ("I tempi della difesa autonoma sono passati") e la collaborazione tra NATO e Svizzera imposta dal Consiglio federale.

 

2003: le elezioni federali del 19 ottobre rafforzano la politica dell'ASNI. Questo supporto mirato dell'ASNI ha dato i risultati sperati. Infatti, al Consiglio nazionale sono stati eletti i seguenti membri o simpatizzanti dell'ASNI:
Christian Miesch UDC/BL, Adrian Amstutz UDC/BE, Jean-François Rime UDC/FR, Jacques Pagan UDC/GE, André Reymond UDC/GE, Felix Müri UDC/LU, Yvan Perrin UDC/NE, Pirmin Schwander UDC/SZ, Walter Wobmann UDC/SO, Jasmin Hutter UDC/SG, Walter Müller PLR/SG, Attilio Bignasca Lega/TI, Oscar Freysinger UDC/VS, Filippo Leutenegger PLR/ZH, Markus Wäfler EDU/ZH.

 

2003: il 10 dicembre centinaia di migliaia di cittadine e cittadini hanno festeggiato e riacquistato nuova speranza. Con il presidente dell'ASNI Christoph Blocher eletto al Consiglio federale, i valori fondamentali e i pilastri statali del nostro paese - libertà, indipendenza, sovranità popolare e neutralità - hanno finalmente ottenuto un forte sostenitore in sede di Governo.

 

2004: il consigliere nazionale UDC, il quarantatreenne imprenditore di Svitto dott. Pirmin Schwander assume ad interim la presidenza dell'ASNI. Con l'elezione al Consiglio federale, Christoph Blocher ha lasciato questa carica il 31.12.2003.

 

2004: il 24 febbraio, nel corso di una conferenza stampa l'ASNI si pone l'obiettivo di aumentare in tempo utile l'effettivo dei propri membri da 43'000 a 50'000. L'ininterrotta spinta verso l'UE della classe politica aumenta l'importanza dell'ASNI come lobby che difende l'indipendenza, la neutralità, la democrazia diretta e i diritti liberali.

 

2004: in occasione dell'Assemblea generale del 15 maggio i circa 1'000 membri dell'ASNI presenti eleggono il consigliere nazionale Pirmin Schwander come nuovo presidente dell'associazione.

 

2004: l'ASNI supporta attivamente la raccolta delle firme in favore dell'iniziativa popolare "per naturalizzazioni democratiche" (www.einbuergerungen.ch, scadenza della raccolta delle firme: 18.11.2005).

 

2004: il 26 settembre 2004 il popolo svizzero ha respinto le due proposte di voto per la naturalizzazione dei giovani che appartengono alla seconda generazione di immigrati e per la naturalizzazione automatica della terza generazione. L'ASNI ha sostenuto la campagna contro entrambe le proposte.

 

2004: il 4 ottobre 2004, durante una conferenza stampa, esponenti dell'ASNI e dell'UDC richiedono di porre fine alla manipolazione sistematica delle votazioni popolari da parte del Consiglio federale e dell'Amministrazione.

 

2004: il 21 dicembre inizia il periodo referendario di 100 giorni contro l'adesione a Schengen.

 

2005: il 31 marzo 2005 il Comitato d'azione svizzero contro l'adesione a Schengen consegna alla Cancelleria federale 86'732 firme valide contro l'adesione a Schengen. L'ASNI ha raccolto la maggior parte delle firme.

 

2005: il 5 giugno con il 54,6% dei voti a favore il popolo approva l'adesione a Schengen-Dublino. L'ASNI ha lottato con l'UDC e altri alleati contro lo strapotere di avversari composti dalla maggioranza al Consiglio federale e in Parlamento, dall'Amministrazione federale, dai partiti, dalle associazioni economiche e dai media.
I sostenitori hanno esplicitamente promesso al popolo, che l'ingresso della Svizzera nell'UE non sarebbe più stato un argomento all'ordine del giorno e che con l'adesione a Schengen si sarebbe semplicemente dato seguito alla via bilaterale. Come prova concreta l'ASNI chiede al Consiglio federale l'immediato ritiro della domanda di adesione all'UE.

 

2005: in data 25 settembre 2005 il popolo svizzero approva con il 56% di sì l’estensione della libera circolazione delle persone ai nuovi paesi membri dell’UE (allargamento a Est). Questa bassa percentuale di sì è sorprendente, in quanto i sostenitori hanno condotto una propaganda finanziata con milioni di franchi minacciando gli elettori che, in caso di bocciatura, l’UE avrebbe cancellato tutti gli accordi bilaterali con la Svizzera. L’ASNI rileva che, in virtù dell’allargamento, le lavoratrici e i lavoratori svizzeri, oltre che il mercato immobiliare, saranno soggetti a una consistente pressione. Inoltre l’accordo con l’UE limita ulteriormente la sovranità della Svizzera per quanto riguarda la politica per gli stranieri.

 

2006: l’ASNI festeggia il suo ventesimo anniversario. In occasione della ventunesima assemblea dei membri tenutasi il 6 maggio 2006 ha invitato delle personalità particolarmente qualificate per via della loro competenza e indipendenza a esprimersi sul tema centrale per l’ASNI «Svizzera-UE»:

    • il dott. Klaus von Dohnanyi, SPD, ex ministro federale, ministro dello Stato e primo borgomastro di Amburgo
    • il dott. Tito Tettamanti, imprenditore e finanziere
    • il professor dott. Franz Jaeger, ordinario di economia politica presso l’Università di San Gallo
 

2006: il 24 settembre 2006 il popolo svizzero approva con il 68% di voti a favore la modifica della legge sugli stranieri. Per via di motivazioni legate alla sovranità l’ASNI ha sostenuto la modifica della legge. Con il 67,8% di sì gli elettori danno analogamente il via libera alla modifica della legge sull’asilo. In virtù di motivazioni legate alla sicurezza e alla sovranità l’ASNI ha appoggiato la modifica in questione.

 

2006: in data 26 novembre 2006 gli elettori svizzeri approvano con appena il 53,4% di voti a favore il cosiddetto «miliardo destinato all’Europa dell’Est». L’ASNI si è opposta a questo progetto. L’approvazione ha dato il via libera a contributi miliardari illimitati a favore degli stati dell’Est europeo e il popolo svizzero in futuro non verrà più consultato in merito. Nell’ambito degli allargamenti a Est dell’UE sussiste per il futuro la crescente minaccia ai danni del nostro paese di un assoggettamento a una pressione sul piano dei pagamenti e dei ricatti.

 

2006: le circa 2000 persone che sabato 28 ottobre 2006 sono confluite a Matten, nei pressi di Interlaken, per celebrare il ventesimo anniversario dell’Azione per una Svizzera neutrale e indipendente hanno potuto assistere sull’area dei Tell-Freilichtspiele e a ridosso della Alpi bernesi le imponenti celebrazioni per l’anniversario con il consigliere federale Christoph Blocher. Quest’ultimo ha lodato l’ASNI quale baluardo dell’indipendenza, difensore della democrazia diretta e della neutralità e ha rilevato che senza l’ASNI la Svizzera avrebbe perso la propria indipendenza e oggi saremmo membri dell’UE. Nell’ambito della «proclamazione per il ventennale dell’ASNI» si è messo in chiara evidenza che proprio nella località dei Tellspiele e in riferimento a Bruxelles l’ASNI è consapevole del valore della libertà e dell’indipendenza – al contrario del giovane Rudenz nel Guglielmo Tell di Schiller, che nel suo abbagliamento intendeva incorporare la Svizzera primitiva nella «Catena delle nazioni», «che l’imperatore aveva teso intorno a noi». Contrariamente a Rudenz l’ASNI non si lascia abbagliare dallo splendore apparente delle strutture di grandi dimensioni.

 

2007: in data 13 febbraio 2007 l’ASNI respinge nel modo più assoluto l’arrogante e antidemocratica intromissione della Commissione europea nella sovranità fiscale svizzera e cantonale. Gli accordi di libero scambio non hanno nulla a che fare con la questione fiscale. Si deve lanciare un messaggio inequivocabile ai funzionari UE, quello cioè che la Svizzera è uno stato sovrano e indipendente anche in riferimento alle questioni fiscali e che non si può negoziare in quest’ambito. Non ci lasciamo ricattare e non tolleriamo balivi UE in ambito fiscale! Nei prossimi mesi l’ASNI lancerà una campagna di inserzioni contro gli attacchi dell’UE.

 

2007: per quanto riguarda l’apertura della «Delegazione della Commissione europea» (ambasciata UE) a Berna il 3 aprile 2007, l’ASNI constata quanto segue: logicamente Bruxelles non ha rappresentanze presso gli stati membri dell’UE poiché gli stati in questione sono già inseriti nella costruzione UE e hanno ampiamente ceduto la propria sovranità al «potere centrale». L’ASNI accetta pertanto la nuova rappresentanza UE a Berna poiché così non si fa altro che ribadire chiaramente che l’adesione all’UE del nostro paese è del tutto fuori discussione! In questo senso l’ASNI richiede alla rappresentanza UE di limitarsi strettamente alle sue funzioni di ambasciata e di non intromettersi nelle faccende interne del nostro paese o di cercare proseliti per un ingresso nell’UE.

 

2007: la ventiduesima assemblea dei membri dell’ASNI del 28 aprile 2007 decide il lancio dell’iniziativa popolare «per il rafforzamento dei diritti popolari». Nell’ottica di bloccare un’adesione strisciante all’UE e il progressivo ancoraggio della Svizzera a un’altra struttura di grandi dimensioni e di salvaguardare la sovranità della Svizzera, l’iniziativa vuole estendere il referendum obbligatorio: in futuro i trattati e gli accordi internazionali in settori importanti e che superano un determinato limite di spesa dovranno essere sottoposti necessariamente all’approvazione di popolo e cantoni e conseguire una doppia maggioranza. I due relatori invitati, l’ambasciatore UE dott. Michael Reiterer e il redattore capo della Weltwoche Roger Köppel, hanno esposto le loro posizioni opposte in riferimento ai rapporti Svizzera-UE.

 

2007: il 1° agosto 2007 l’ASNI condanna lo sfruttamento del Rütli per finalità di politica di partito e la sua strumentalizzazione per dimostrazioni femministe o di altro tipo. L’incredibile intransigenza della signora Calmy-Rey sul Rütli le è servita per mettersi in mostra e alla base vi è una motivazione finta e discutibile. La volontà di impossessarsi del Rütli quale simbolo di libertà e indipendenza non è attendibile ed è addirittura ipocrita, dato che nel contempo vuole spingere a ogni costo il nostro paese a fare il proprio ingresso nell’UE.

 

2007: con il numero di luglio del bollettino destinato ai membri dell’ASNI lo storico titolo «Bollettino d’informazione» è stato sostituito con «Bollettino ASNI»

 

2007: in occasione del quinto anniversario dell’ingresso del nostro paese nell’ONU, il 7 settembre 2007 l’ASNI ha redatto un corposo «libro nero sulla neutralità svizzera». Il libro in questione, in cui vengono documentati numerosi esempi di violazione della neutralità, giunge alla conclusione che la neutralità a decorrere dall’ingresso nell’ONU viene sistematicamente svuotata e snaturata dall’attivismo internazionale. Nel nostro mondo globalizzato l’ASNI richiede una «nuova interpretazione» della neutralità secondo la massima «ogni stato che si tiene fuori dai conflitti e dalle guerre stranieri rende il mondo un po’ più pacifico». La neutralità svizzera, grazie a una politica intelligente, deve tornare a essere uno strumento di successo apartitico, ambito a livello internazionale, e votato alla sicurezza, alla diplomazia volta alla promozione della pace e agli aiuti umanitari. In futuro l’ASNI vuole stigmatizzare ogni violazione in questo senso in qualità di «sentinella della neutralità».

 

2009: l’ASNI dice no all’allargamento della libera circolazione delle persone a Romania e Bulgaria e s’impegna nella lotta elettorale. Nel contempo l’ASNI rigetta la manovra antidemocratica del parlamento per l’accorpamento in un unico pacchetto di due progetti indipendenti tra loro. Ovvero la prosecuzione della libera circolazione delle persone con gli stati UE e l’ampliamento a Romania e Bulgaria. La campagna dei sostenitori è fatta di allarmismo, ricatti e minacce (cancellazione da parte dell’UE di altri accordi bilaterali). L’8 febbraio gli elettori approvano il progetto con il 59,6% di voti favorevoli.